Caratterizzazione della Canon EOS 450 D

Nell’articolo analizzo le caratteristiche opto-elettroniche della camera che uso abitualmente per la fotografia, in accoppiamento col telescopio; ho rilevato i dati collegando il corpo a questo strumento, oppure a uno zoom.
Il filtro IR-cut originale Canon non è mai stato sostituito con un altro più performante, come spesso accade nel mondo della fotografia astronomica; inoltre, nelle immagini non ho selezionato alcun canale della matrice RGGB.
Le caratteristiche, oltre che essere commentate in colore  blu nei paragrafi che descrivono la raccolta dati, sono anche raccolte in una tabella finale, .
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La bellezza delle curve di luce

Una stella variabile è una stella la cui luce cambia nel tempo; misurando e analizzando questa variazione si ottiene un grafico, la curva di luce, che può aiutare a capire cosa sta accadendo in quel mondo lontano.
Fra le tante possibili cause si trovano una fase della vita in cui l’astro diventa fisicamente instabile e/o l’esistenza di un astro orbitante e invisibile all’osservazione diretta coi telescopi; se il compagno è scuro, in corrispondenza del transito sul disco della stella principale la luminosità che noi percepiamo diminuisce dando una caratteristica forma a “U” alla curva. Questa è la tecnica dei transiti che tra il 2007 e il 2019  ha permesso di scoprire la maggior parte dei 4000 pianeti extrasolari oggi conosciuti.
In questo articolo illustro le curve di luce che mi sono divertito a riprendere col mio piccolo telescopio e una comune macchina fotografica digitale dal cielo di città, senza cercare, però, la precisione standard richiesta nell’attività di ricerca scientifica amatoriale; diversamente  il tutto diventerebbe più difficile e piena di trappole tecniche. Continua a leggere

Montatura Equatoriale EQ6 skywatcher

Comprata nel 2009, la montatura si è rivelata sufficientemente robusta da reggere senza problemi i 400x su Giove, ricavati dal mio telescopio Newton da 200 mm; il suo peso non indiffferente ne rende faticoso il trasporto.
Come vedremo l’errore periodico è abbastanza contenuto e risente dei settaggi meccanici;   va sempre tenuto presente che è un prodotto relativamente economico.

Orion SPX 200

Dal 1995 sono un felice possessore del buon telescopio Vixen R150S su montatura equatoriale Great Polaris; visto che col passare degli anni la quantità di tempo libero è andata diminuendo, si è gradualmente fatto sentire il bisogno di avere degli strumenti più “produttivi”, che permettessero di osservare più oggetti in una stessa nottata.
Nel 2010 decisi, quindi, di acquistare l’Orion spx 200 da porre sopra una montatura EQ6, dotata di sistema go-to per il puntamento automatizzato degli oggetti celesti.
Con una spesa relativamente contenuta ho ottenuto un’ottica di maggior diametro, rispetto al Vixen, leggera e con la versatilità tipica delle ottiche newtoniane.
Nelle righe che seguono espongo le caratteristiche di questo strumento, nella speranza che possa aiutare altri astrofili a valutarne pregi e difetti. Continua a leggere

Immagine di diffrazione e offset

Come tutti gli astrofili che posseggono un telescopio con ottica di tipo Newtoniana , ho lungamente combattuto  per risolvere i problemi di collimazione, ovvero cercato il miglior allineamento degli assi ottici delle parti che compongono lo strumento.
E’ un aspetto  tecnico delicato, che influisce fortemente sulla qualità delle immagini restituite dai telescopi e che può determinare, per esempio, la bellezza delle riprese webcam dei pianeti oppure la precisione delle misure effettuate sulle stelle doppie.
 L’esistenza di un offset pronunciato, aggiunge un elemento asimmetrico alla geometria dei telescopi, perciò mi sono chiesto cosa si dovrebbe vedere durante lo star-test; navigando in rete si trovano molti articoli che descrivono il procedimento da seguire per collimare un telescopio e l’immagine che dovrebbe avere una stella vista ad alti ingrandimenti.
Purtroppo, però, non capita spesso di trovare una fonte che tratti nel dettaglio che cosa accade a questa immagine (la figura di diffrazione) in seguito a un notevole decentramento dello specchio secondario (l’offset).
Ho tentato di portare un piccolissimo contributo a questo argomento, spesso dibattuto e non  sempre approfondito. Continua a leggere